venerdì 29 maggio 2020

STEP #20, "Materia"

Con quale materiale si può identificare la catalogazione? Senza timore di smentita, è semplice riconoscere nella carta il supporto ormail millenario per i cataloghi.

Una volta abbandonata la scrittura su argilla e pergamena comuni nei periodi in cui la catalogazione era ancora in fase embrionale, qualsiasi catalogo della restante (e florida) parte della storia della catalogazione è stato redatto su carta, inizialmente scritta a mano e poi, negli ultimi secoli, stampata, per accrescere ancora di più l'universalità e l'ordine del catalogo, svincolatosi dai problemi della scrittura a mano, quali differenze di calligrafia e imprecisioni.

Nel futuro la carta continuerà ad essere il supporto privilegiato per i cataloghi? Personalmente ne dubito, ormai il digitale sta stravolgendo il ruolo del supporto fisico per la scrittura e l'immagazinamento dei dati, relegando la carta a ruoli più marginali ma, almeno nel breve periodo, ancora insostituibili del tutto.

Catalogo storico della nota produttrice di orologi Rolex, stampato su carta lucida

mercoledì 27 maggio 2020

STEP #19, "Una scienza"

La catalogazione si basa su un metodo scientifico e metodico di organizzazione degli articoli. Questo metodo, come spiegato nella pagina web Teknoring, può arrivare ad essere definito come una vera e propria scienza:

"L’atto scientifico della catalogazione è da intendersi, dunque, come raccolta organizzata, registrazione, descrizione e classificazione del maggior numero di informazioni su ogni tipologia di bene culturale, che consente un sistematico rilevamento dei beni presenti sul territorio nazionale, sia di proprietà del demanio o di enti pubblici o ecclesiastici, che di proprietà privata."

Dalla definizione data si evince che, per le sue caratteristiche di organizzazione e la metodicità nello studio preliminare nella stessa, la catalogazione può essere intesa come una vera e propria scienza. 

martedì 26 maggio 2020

STEP #18, "Cronaca"

Il catalogo, essendo un oggetto di uso comune, appare spesso nella cronaca giornalistica.
Di seguito, viene riportato un articolo del giornale Reoubblica del 25 aprile 2020, in cui si parla dell'iniziativa di quattro musei britannici di rendere fruibili online e gratuitamente i loro cataloghi, con tanto di interviste ai protagonisti e approfondimenti.

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/04/25/benvenuti-alla-tate-il-catalogo-e-questoRobinson29.html?ref=search

lunedì 25 maggio 2020

APPROFONDIMENTO - "Database di sogni"

I sogni sono da sempre argomento di studio di tutte le più grandi menti umane. Ritenuti premonitori, vizi della mente, o precise indicazioni sulla psiche come teorizzò Sigmund Freud, essi sono un elemento onnipresente nella nostra vita: nessuno può dire di non aver mai fatto un sogno.

Nel XXI secolo anche l'analisi di un sogno si è evoluta: grazie alla piattaforma Dreamboard, ogni persona può raccontare un sogno fatto che, grazie all'algoritmo di catalogazione in varie macroaree e successive sottocategorie sviluppato dal professor Bruno Bara dell'Università di Torino, viene inserito in un database contenente più di 164.000 sogni, contribuendo alla ricerca sull'interpretazione e la ricorrenza dei sogni, come quasi un prosieguo moderno della somma opera di Freud.

Schermata iniziale della pagina Dreamboard

Sitografia:
https://www.wired.it/internet/web/2013/11/29/dreamboard-il-database-online-dei-sogni/?refresh_ce=

mercoledì 20 maggio 2020

STEP #17, "Alfabetico"

Si riporta di seguito una lista di parole correlate alla catalogazione, una per ogni (o quasi) lettera dell'alfabeto

A come  (catalogo) artistico
come   biblioteca
come   catalogo SBN
come   Dewey
come   Editto Pacca
come   Historia Coelestis Britannica
come   Libro delle stelle fisse
come  Montgomery Aaron
come   Nomenclatura di Flamsteed
come   ordine alfabetico
come    Panizzi Antonio
come   (catalogo) ragionato
come    (catalogo) stellare
come   Tolomeo il Filadelfo
come   Umberto Eco

sabato 16 maggio 2020

STEP #16, "Testimonial"

Anche nella catalogazione, come in tante attività umane, si possono trovare persone che rappresentino al meglio l'argomento di interesse, riuscendo a diventare anche modelli per chi volesse seguire i loro passi.
Il testimonial scelto per la catalogazione è Antonio Panizzi, un bibliotecario e bibliografo italiano (nonché senatore del Regno d'Italia) del XIX secolo. Nel 1856 divenne direttore del British Museum di Londra, ma il suo contributo più grande alla catalogazione fu reso pubblico nel 1841, quando insieme a dei suoi colleghi britannici pubblicò 91 Regole per la compilazione del catalogo, che rappresentò la prima teorizzazione rigorosa del metodo di classificazione dei libri.

Panizzi realizzò per la catalogazione una rivoluzione simile a quella galileiana per la scienza, trasformando una pratica empirica e limitata alla bravura del bibliotecario inn un metodo scientifico, schematico e rigoroso, che non facesse distinzioni sulla biblioteca in cui ci si trovava o sul parere personale del bibliotecario.


Prima pagina delle 91 Regole
Antonio Panizzi (1797-1879)





















Sitografia:
Panizzi e le 91 regole: http://www.historyofinformation.com/detail.php?entryid=2426
Antonio Panizzi: https://www.migrer.org/storie/antonio-panizzi/

venerdì 15 maggio 2020

STEP #15, "Nel Novecento"

Nel "Secolo Breve" ci furono svariati cambi nella società, e uno di essi implicò direttamente la catalogazione.

Con la stesura dei Princìpi di Parigi nel 1961, l'IFLA (Federazione Internazionale delle Associazioni e Istituzioni Bibliotecarie) decise dei criteri universali per la catalogazione delle opere.
Il contenuto e le finalità del testo si possono riassumere in 12 punti cruciali:
  1. Scopo della definizione dei Principi (introduzione)
  2. Funzioni del catalogo 
  3. Struttura del catalogo
  4. Tipi di schede (schede principali, aggiuntive, ecc.)
  5. Uso di più schede (casi di ambiguità di dati)
  6. Funzione dei diversi tipi di schede 
  7. Scelta dell'intestazione uniforme (criterio uniforme per definire dati di eguale provenienza)
  8. Opere di un solo autore (riconoscibilità di un autore)
  9. Schede sotto enti (opere che, nonostante firmate, vanno ricondotti a enti comunitari)
  10. Più autori (riconoscimento dell'autore principale)
  11. Opere schedate sotto il titolo (opere con autore incerto o con tre o più autori di cui nessuno principale
  12. Parola d'ordine per i nomi di persona (uso di una sola versione di un nome, evitando traslitterazioni e traduzioni)

Seymour Lubeztky, coordinatore della Conferenza di Parigi del 1961